Dal 1° settembre 2026, le regole di finanziamento per la ristrutturazione energetica sono cambiate. Il decreto n° 2026-822 del 25 agosto 2026 elimina il rimborso per interventi isolati di ventilazione o isolamento da MaPrimeRénov’. Solo una ristrutturazione di ampia portata, che combini almeno due interventi di isolamento e un guadagno di due etichette DPE, dà ora diritto agli aiuti.
Questo cambiamento modifica il modo di concepire un progetto di ristrutturazione dell’aria degli edifici nel 2026 e spinge a confrontare le strategie globali piuttosto che gli interventi puntuali.
Ventilazione e isolamento dopo il decreto di settembre 2026: cosa finanziano ancora gli aiuti
La tabella qui sotto riassume la situazione prima e dopo il 1° settembre 2026 per le principali voci legate alla qualità dell’aria e al comfort termico.
| Voce di lavori | Prima di settembre 2026 | Dal settembre 2026 |
|---|---|---|
| Ventilazione (VMC semplice o doppio flusso) | Finanziabile come intervento isolato | Solo in ristrutturazione di ampia portata |
| Isolamento termico (muri, tetto, pavimenti) | Finanziabile come intervento isolato | Solo in ristrutturazione di ampia portata |
| Riscaldamento a legna/biomassa | Finanziabile come intervento isolato | Solo in ristrutturazione di ampia portata |
| Scaldabagno termodinamico | Finanziabile come intervento isolato | Solo in ristrutturazione di ampia portata |
| Solare termico | Finanziabile come intervento isolato | Solo in ristrutturazione di ampia portata |
La conseguenza diretta: installare una VMC da sola non attiva più alcun aiuto pubblico. Un proprietario che desidera migliorare la qualità dell’aria interna deve abbinare questa voce con l’isolamento per raggiungere la soglia richiesta di due etichette DPE guadagnate.
Per confrontare gli approcci disponibili, le soluzioni aria edificio di foyerluxuria.fr raggruppano diverse configurazioni che combinano ventilazione, isolamento e materiali biosourcati in un percorso di ristrutturazione di ampia portata.

DPE e menzione A0: il legame diretto tra aria edificio e prestazione energetica
Un decreto dell’11 giugno 2026 prepara la revisione del diagnostic di prestazione energetica al 1° gennaio 2027. La novità principale è la creazione di una menzione A0 per gli alloggi senza energia fossile, attribuita agli immobili già classificati A o B che alimentano riscaldamento e acqua calda esclusivamente tramite elettricità, energie rinnovabili o rete di calore performante.
Il futuro DPE distinguerà anche più finemente i difetti di tenuta, il funzionamento della ventilazione e la qualità dell’aerazione. In altre parole, un alloggio ristrutturato con un isolamento performante ma una ventilazione difettosa vedrà penalizzata la sua valutazione.
Cosa cambia per un progetto di ristrutturazione nel 2026
Un diagnostic effettuato dopo gennaio 2027 valuterà la ventilazione con un livello di dettaglio ben superiore a quello dell’attuale DPE. Anticipare questo cambiamento integrando fin da ora un sistema di aria edificio adeguato (VMC a doppio flusso, aperture d’aria igroregolabili) protegge il valore dell’immobile a medio termine.
Ristrutturare l’involucro senza trattare la ventilazione significa compromettere il futuro DPE. Le due voci formano una coppia tecnica indissociabile nella regolamentazione che si sta delineando.
Comfort estivo e ristrutturazione di ampia portata: il parametro sottovalutato
La RE2020, generalizzata dal 1° maggio 2026 a tutti gli edifici nuovi, impone una soglia di comfort estivo misurata in gradi-ore di disagio. Nella ristrutturazione, questo requisito non si applica direttamente, ma influenza i criteri di valutazione dei progetti di ristrutturazione di ampia portata finanziati da MaPrimeRénov’.
Gli alloggi situati nel quarto sud-est della Francia, esposti a ondate di calore prolungate come quelle dell’estate 2026, subiscono un surriscaldamento che l’isolamento da solo non risolve. Senza una ventilazione notturna efficace o protezioni solari adeguate, un alloggio ben isolato può diventare un forno durante le ondate di calore.
- L’isolamento delle soffitte e dei muri riduce le perdite invernali ma intrappola il calore estivo se la ventilazione non compensa.
- Una VMC a doppio flusso con bypass consente di ventilare massivamente la notte in estate, senza aprire le finestre (rumore, sicurezza, inquinamento).
- I materiali biosourcati (fibra di legno, cellulosa) offrono un sfasamento termico superiore agli isolanti sintetici, ritardando l’aumento della temperatura interna di diverse ore.
- Le protezioni solari esterne (frangisole, persiane) rimangono il gesto più efficace per limitare gli apporti di calore prima che attraversino la parete.

Materiali biosourcati e sfasamento termico
La scelta del materiale di isolamento ha un impatto diretto sul comfort estivo. Un isolante ad alta inerzia come la fibra di legno rallenta la propagazione del calore attraverso le pareti. Al contrario, un polistirene espanso, performante in inverno, lascia passare il calore estivo molto più rapidamente.
Abbinare un isolante biosourcato con una ventilazione performante costituisce la combinazione più coerente per un progetto di ristrutturazione di ampia portata volto sia al guadagno DPE che al comfort durante tutto l’anno.
Ristrutturazione aria edificio: arbitrare tra costo globale e sequenziamento dei lavori
La soppressione degli interventi isolati costringe a ripensare il calendario di un cantiere. Avviare l’isolamento dei muri senza prevedere simultaneamente la ventilazione espone a due rischi: l’insorgenza di condensa nelle pareti (per mancanza di ricambio d’aria sufficiente) e l’impossibilità di attivare gli aiuti.
- Effettuare un audit energetico prima di qualsiasi preventivo consente di identificare la combinazione di interventi che raggiunge la soglia di due etichette DPE.
- Affidare il lotto ventilazione e il lotto isolamento a artigiani certificati RGE coordinati evita le riprese di cantiere.
- Integrare il comfort estivo nel capitolato fin dal diagnostic iniziale riduce il rischio di costi aggiuntivi successivi.
Un progetto di ristrutturazione di ampia portata ben sequenziato costa meno di una successione di interventi isolati, anche senza considerare gli aiuti. La coordinazione tra isolamento e ventilazione elimina le patologie legate all’umidità e limita le riprese.
Il quadro normativo di settembre 2026 è vincolante, ma chiarisce anche le priorità. I proprietari che avviano una ristrutturazione aria edificio globale fin da ora hanno un vantaggio: il loro DPE post-lavori sarà valutato secondo i criteri rafforzati del 2027, con una ventilazione documentata e un involucro termico coerente. Sono questi i dossier che cattureranno il pieno valore degli aiuti ancora disponibili.



